Dirigenti multietnici: diversità fa rima con prosperità

Cosa hanno in comune (oltre a fare un pacco di soldi) Coca Cola, Nestlè, Novartis  Ibm, Unilever ?

Sono aziende che prima di molte altre hanno scommesso sul diversity management della loro forza lavoro.
Negli anni 60 la Coca Cola era guidata da Paul Austin, un manager del Sud Africa.
Dopo di lui sono susseguiti amministratori delegati cubani, australiani, irlandesi fino all’attuale turco-americano Muhtar Ken .
Mentre la Nestlè vanta un consiglio d’amministrazione in maggioranza non svizzera, l’80% dei dirigenti della Novartis è reclutata fuori dai confini della Svizzera.
Unilever ha dato vita ad un programma volto a preparare 50 global leader da piazzare in posizioni di leadership. La Henkel pretende che i propri dirigenti vengano da diversi paesi e tra i requisiti della promozione ci sia l’esperienza all’estero in almeno due paesi.

Morale della favola: la diversità porta alla crescita aziendale sia in termini di competività sul mercato, che di reputazione sociale.

Redazione
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"Narrate, uomini, la vostra storia!" (A. Savinio).

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