Una popstar chiamata IAMAlina

CARTA D'IDENTITÀ
Nome
Alina
Cognome
Chelaru
Paese di provenienza
Motivo del viaggio

Per chi crede negli oroscopi, sono nata a Bucharest sotto il segno del Capricorno, ascendente Capricorno. Mi chiamo Alina Chelaru, ma il mio nome d’arte è IAMAlina: sono una cantautrice italiana di origine rumene.
Ho vissuto la mia infanzia in Romania, dividendomi tra le vacanze estive passate in campagna dai miei nonni e la scuola di musica abbastanza rigida, che però ha lasciato una bella impronta su di me come persona e musicista. È stato proprio in quegli anni che i primi sogni hanno iniziato a prendere forma.

La vita nel mio Paese d’origine era molto diversa, ma bella comunque. Eppure, come ogni giovane, desideravo qualcosa di più e così ho deciso di partire per gli Stati Uniti per seguire il mio sogno, nel quale la musica era la protagonista assoluta. La passione per la musica ce l’ho sempre avuta e fin da piccola mi sono dedicata allo studio, cominciando da un percorso classico con l’obiettivo di arrivare presto a scrivere la mia musica.

La mia prima canzone l’ho scritta quando avevo circa nove anni – s’intitolava “O stea
” – ma è stato all’eta di tredici anni che mi sono esibita per la prima volta davanti a un pubblico numeroso, suonando e cantando, all’Ateneul Popular “Maior Gheorghe Pastia” di Focsani in Romania. Ironia della sorte, una delle canzoni che ho presentato in quell’occasione è stata una cover di Laura Pausini.

I miei genitori sono arrivati in Italia nel lontano 1992 con la prima ondata di immigrati dopo la caduta del comunismo e da quel momento l’Italia ha iniziato a far parte della mia vita. Ricordo che guardavo Non è la Rai e mangiavo Duplo, quando i miei mi mandavano pacchetti con “roba italiana”. Ma ricordo anche la bellezza della lingua e la sua musicalità, della quale più tardi mi sarei innamorata.
In realtà, l’Italia non era mai stata un mio desiderio – avevo in mente tutt’altro, un’altra destinazione – ma durante il mio percorso mi sono trovata davanti a un bivio e a quel punto ho scelto il Bel Paese.

Io avevo deciso di tentare la fortuna nella musica dagli Stati Uniti, ma dopo l’11 settembre 2001 la situazione non era molto sicura per una ragazza giovane e sola. Così mia madre mi ha convinto a venire in Italia per un breve periodo, almeno finché le acque non si fossero calmate oltreoceano. Il destino ha voluto che la mia nuova vita fosse qui e oggi devo ammettere che, guardando indietro, penso che sia stata la cosa migliore che potesse succedere.

Il mio viaggio aveva subito una deviazione rispetto ai piani di partenza, perciò ero abbastanza confusa ma anche piena di adrenalina. Appena arrivata in Italia è stato il profumo dei fiori a colpirmi. E il sole sembrava perfetto. La gente era così solare e gentile, che l’impatto con la mia nuova casa è stato più facile del previsto.

Mi sono innamorata subito di questo Paese, sopratutto di Roma, e penso che da lì è stato tutto molto facile. Probabilmente, quando hai un atteggiamento positivo e sei grato per tutto quello che ti circonda, sei capace di attrarre tutte le cose belle, incluse le persone, le situazioni ecc. Non voglio dire di non aver mai avuto momenti difficili o meno felici, né che tutte le persone che ho incontrato in questi anni sono state meravigliose, è solo che mi piace vedere e ricordarmi solo i momenti positivi.

In questo momento la mia vita è molto movimentata e si divide tra la musica in Europa e la musica negli Stati Uniti. Dopo l’uscita in Europa del mio primo album, ALINA, il prossimo passo sarà la sua promozione anche negli Stati Uniti. Ho messo le basi, piano piano ci riuscirò. Dopo aver fatto un mini tour a Los Angeles nei mesi scorsi e aver messo in vendita il disco nel negozio di musica più famoso di tutta la California – Amoeba – direi che le cose si stanno muovendo, non importa a quale velocità! Di soddisfazioni ne ho avute tante, sopratutto dopo il concerto dell’anno scorso al Teatro Quirino di Roma dove è stato presentato il mio album, e ne avrò ancora. Sono molto grata per tutto quello che mi sta succedendo. La cosa che mi fa più piacere è che i fan continuano a crescere: è questo che mi fa andare avanti con tanta “fame” di musica.

E poi i fan italiani sono molto creativi e simpatici: il mio nome d’arte è IamAlina (I am Alina = Io
sono Alina), ma qualcuno trova più facile ricordarselo creando l’anagramma… Maialina!

La mia fonte di ispirazione sono soprattutto le persone e il loro percorso di vita, non solo quelle famose ma anche quelle comuni, che seguono un cammino altrettanto importante.

La lezione più grande che ho imparato in questi anni è che sotto sotto siamo soli e quindi dobbiamo contare su di noi al 100%, ma sopratutto volerci davvero tanto bene, perché staremo insieme un’intera vita su questa Terra.

Da quando ho lasciato la Romania, la mia vita è cambiata tantissimo. Potrei dire che la Romania è il luogo dove sono nati i miei sogni, ma è stato fuori da lì che ho avuto la possibilità di renderli reali, materializzarli e perfezionarli. In questi anni ho imparato un sacco di cose, diversissime fra loro, da come scrivere una moderna canzone pop a come si beve il caffè al bar (di fretta e in piedi). Se non fossi mai venuta in Italia, sarei rimasta sicuramente negli Stati Uniti. Oppure chi può saperlo? Forse sarei rimasta in Romania e adesso sarei una moglie depressa e madre di tre bambini.

Non sono sicura di quanto sia cambiata l’Italia e di quanto invece sono cambiata io. Forse entrambe le cose sono vere, ma il bello in questa storia è che siamo ancora insieme.
Dal punto di vista musicale, purtroppo, il pubblico è cambiato molto poco e mi pare che le canzoni proposte in un’altra lingua – l’inglese nel mio caso – non siano abbastanza considerate rispetto a quelle in italiano e questo non fa altro che rallentare il processo di evoluzione musicale. Eppure ci sono tanti nuovi bravi artisti – italianissimi! – che si esprimono in inglese, ma sono snobbati dal grande pubblico per il semplice motivo che non cantano in italiano. “Sei in Italia! Canta in italiano” è la frase che sento più spesso. D’accordo, ma se canto in italiano è perché mi piace la lingua, non perché sono in Italia, mentre il motivo per cui uno non ascolta le mie canzoni in inglese è perché non capisce la lingua oppure non vuole impararla. Da una parte mi sento ottimista per le nuove generazioni, ma la comodità (vedi il doppiaggio dei film) vince quasi sempre e temo che ci vorrà ancora un bel po’ di tempo.

Sinceramente non mi piace pensare al mio futuro, anche se spero ovviamente che sia migliore. D’altronde, come tutti.

Da quando è nata IAMAlina, il mio alter ego musicale, porto questo nome appeso al collo. Così mi ricordo in ogni momento che tutto è possibile e, se desideri davvero qualcosa, non devi mai smettere di lottare per ottenerla.

Claudia Galal
Informazioni su

Metà italiana e metà egiziana, nasce a Urbino nel 1981 e cresce nel posto più tranquillo del mondo, l'entroterra marchigiano. Nel 2000 si trasferisce a Bologna, dove si laurea in Scienze della Comunicazione con una tesi socio-semiotica sulla street art. Alla fine del percorso di studi si sposta a Milano e comincia a lavorare nel campo dell'editoria e della comunicazione. Giornalista musicale, frequentatrice assidua di concerti, appassionata di arte contemporanea, subculture giovanili e semiotica, scrive per diverse testate cartacee e online. Il suo blog è thegreatmixtape (music and more to take with you)

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