Francesco Wu, il mandarino meneghino

Francesco è un tipo che si dà un gran da fare. A 33 anni ha una moglie, due figli, una laurea in ingegneria elettronica e un ristorante, Al borgo antico di Legnano. Francesco siede nel direttivo della Confartigianato Alto Milanese, paga le tasse e armeggia disinvolto ai fornelli con polenta e bruscitt. Molto di quello che sa, lo ha studiato e imparato a Milano: scuole ad Affori, scientifico al Gonzaga, università al Politecnico di piazza Leonardo. Molto ma non tutto: la tenda ha imparato a montarla durante il campeggio estivo in Val Clarea, al confine con la Francia. E non è la sola parentesi esotica di Francesco, i cui occhi a mandorla raccontano anche un’altra storia. Francesco di cognome fa Wu, e viene da un posto che a spiegarlo si sfiatano i polmoni: un piccolo paesino sui vasti altipiani di un grande distretto di una enorme contea dell’immensa municipalità di Wenzhou. Su quella collina Francesco, che prima di ricevere il battesimo si chiamava Boqing, ha lasciato una nonna che ancora cucina sul fuoco per abitudine e perché più salutare. Nel 1989, infatti, la sua famiglia si ricongiunge a Milano, in seno ad una comunità viva e attiva fin dagli anni Venti.
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Redazione
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"Narrate, uomini, la vostra storia!" (A. Savinio).

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