La vita è un mutuo che paghi ogni giorno con i tuoi sforzi

CARTA D'IDENTITÀ
Nome
Pierre
Cognome
Tetek
Paese di provenienza
Motivo del viaggio

Sono un africano in giro per il mondo da sempre, mi chiamo Pierre Tetek. Il mio nome d’arte è Tek Money.Sono nato in Camerun, precisamente a Duala, e faccio rap perché è il genere musicale alla mia portata. La musica costa, per imparare a suonare uno strumento bisogna prima potersi permettere lo strumento. Per fare rap bastava battere sul tavolo e cercare di rimare a tempo, mica come suonare il piano.
Il primo pezzo rap l’ho scritto con l’aiuto di mio fratello maggiore quando avevo nove anni e parlava della crisi economica in Africa. Lo ricordo ancora proprio perché era il periodo in cui si iniziava a parlare di questo tema.
Per me la musica è quel pizzico di miele che ci ha concesso la natura. La musica mi accompagna nella mia faccenda giornaliera: non potrei farne a meno.

Ho vissuto la mia infanzia in parte in Africa, precisamente in Camerun, e in parte in Francia, a Epinay Sur Seine, periferia nord di Parigi (nel dipartimento 93, tristemente noto alle cronache…). Ho pochissimi ricordi molto confusi, ma ricordo ancora il letto che condividevo con i miei tre fratelli e tanta fame, sia in Africa sia in Francia.
Ho lasciato il Camerun con tutta la famiglia. Come un po’ tutti, all’epoca i miei genitori erano convinti che emigrando nel primo mondo saremmo stati meno poveri. Era il 1987, avevo cinque anni circa. La vita in Francia, a parte il freddo, non era molto diversa: padre assente, madre piegata dai lavori casalinghi.

In Italia sono arrivato a vent’anni, proprio per la mia voglia di scappare dalla realtà disagiata nella quale sono cresciuto, per dare una svolta alla mia vita, per mettermi in gioco lontano dai guai di casa. Mi aspettavo più o meno ciò che ho trovato: un bellissimo paese con dei ritmi che mi vanno a genio. A parte la lingua e le dimensioni, il primo impatto con la città non è stato traumatico: ho subito cercato di conoscere gli italiani, ciò che mangiano, ciò che bevono, come parlano ecc. in modo da potermi integrare nel tessuto sociale senza problemi.

Ho sempre vissuto a Bologna, ma in realtà non è stata una mia scelta: è stata Bologna a scegliere me. Ero soltanto di passaggio, pensavo di approdare a Milano o a Roma, perché sono città grandi e più simili a Parigi. Alla fine invece sono rimasto a Bologna perché mi piacciono i suoi ritmi di vita. Sono arrivato direttamente dalla Francia… Come dicevo, sentivo il bisogno di scappare. Dalle mie parti o scappi o ti fai risucchiare da un vortice di violenza. Io odio la violenza, a parte quella “lirica”. E ovviamente le prime persone con cui sono entrato in contatto a Bologna sono stati dei rapper.

Guardandomi indietro direi che la mia vita è migliorata un bel po’: dodici anni fa dormivo ancora su un divanoe voglio precisare divano, non divano letto – mentre oggi vivo da solo in una casa abbastanza grande in pieno centro. Per fortuna i miei vicini di casa sono “tranquilli” e Bologna è una città molto aperta da sempre.
A sentirmi sembrerebbe che vada tutto bene e invece no, il nostro lavoro richiede molti sacrifici, specie quando si lavora da indipendente: ti tocca fare molte cose da solo, spendi per i tuoi video, spendi per la tua promozione e spesso non recuperi neanche la metà di quei soldi. Però, la passione e l’amore della gente che incontri per strada ti dà la forza di andare avanti: queste sono le soddisfazioni.

Il mio unico punto di riferimento è la mia famiglia S.P.D (Solo Per Denaro): Magnum357, Jaga, Salem, insomma quelli che vedete in tutti i videoclip. Senza di loro non saprei come andare avanti.
Ricordo che la mia prima esibizione in Italia è stata un disastro: ero sul palco con Inoki al TNT di Perugia, organizzava Aban. È stata una bella serata, ma io ho “floppato”, non sono riuscito a chiudere neanche una rima.

In questi anni ho imparato che nulla è dovuto e scontato in questa vita, che i risultati si ottengono soltanto con il duro lavoro e molta umiltà. Oggi sei al top e domani sei sotto e viceversa. Inoltre tutto ciò che conquisti potresti perderlo in fretta. È tutto come un mutuo che paghi quotidianamente con i tuoi sforzi.
In futuro mi vedo in una casa sull’albero con vista mare e cinque figli. Purtroppo o per fortuna non sono il tipo di persona che si lega agli oggetti.

Credo che la mia vita sia migliorata da quando vivo in Italia, perché girando ho accumulato tanta esperienza e questa mi ha permesso di avere maggiore consapevolezza di me stesso, delle mie capacità e opportunità. Cambiando continente in qualche modo mi sono aperto la mente: vedi, bevi, mangi cose totalmente diverse e quindi ti apri alla sperimentazione. Probabilmente rimanendo nel mio paese sarei un uomo meno aperto e un po’ più ignorante, con una visione limitata della vita. Uno che nasce cresce e muore a Bologna non sarà mai aperto come uno che ha vissuto in vari continenti.

L’Italia, come tutti i paesi del mondo, ha subito una forte recessione, oggi non gira più nulla, c’è poco potere d’acquisto e pure nella musica girano pochi soldi. Dieci anni fa una persona in Italia poteva scegliere tra varie carriere lavorative, ora pure chi ha una lunga formazione alle spalle non riesce a trovare sbocchi nel proprio settore. Ma, come ho detto prima, è peggiorata la situazione globale. In questi anni ho imparato che nulla è dovuto e scontato in questa vita, che i risultati si ottengono soltanto con il duro lavoro e molta umiltà. Oggi sei al top e domani sei sotto e viceversa. Inoltre tutto ciò che conquisti potresti perderlo in fretta. È tutto come un mutuo che paghi quotidianamente con i tuoi sforzi.

Ricorda questa faccia e questo nome
negli occhi l’ambizione, la fame nella voce
questa è la storia di Tek Money
il primo negro a salire sul podio
un cane sciolto in giro per il mondo
…”
(Fame e ambizione, Tek Money featuring Amir)

Claudia Galal
Informazioni su

Metà italiana e metà egiziana, nasce a Urbino nel 1981 e cresce nel posto più tranquillo del mondo, l'entroterra marchigiano. Nel 2000 si trasferisce a Bologna, dove si laurea in Scienze della Comunicazione con una tesi socio-semiotica sulla street art. Alla fine del percorso di studi si sposta a Milano e comincia a lavorare nel campo dell'editoria e della comunicazione. Giornalista musicale, frequentatrice assidua di concerti, appassionata di arte contemporanea, subculture giovanili e semiotica, scrive per diverse testate cartacee e online. Il suo blog è thegreatmixtape (music and more to take with you)

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