Infomigranti: figli di migranti raccontano i nuovi migranti

 

Mentre i politici da Salvini a Grillo si affrettano a dichiarare che di migranti non ne vogliono più, a Roma c’è una realtà dove 11 ragazzi, provenienti da Asia, Africa, Sud America e Europa lavorano insieme per mappare i servizi gratuiti di prima necessità per i migranti che arrivano in città.

Questo è Infomigranti  – Laboratorio gratuito di giornalismo interculturale finanziato dall’8×1000 Valdese e realizzato dal settimanale online Piuculture.it. Qui i ragazzi imparano a scrivere articoli per raccontare le comunità straniere. Il punto di partenza sono le loro storie e le loro origini:

“I  miei genitori sono partiti e io sono rimasta con i nonni, per anni ci siamo visti pochissimo. Non è privo di costi il tentativo dei miei e di altri genitori di offrirci una vita migliore, nella maggioranza dei casi per raggiungerlo si sono ‘sacrificati’  anche i bambini…”

“Chiudete gli occhi per favore, è un gioco, possono partecipare anche quelli che sonnecchiano” e sono proprio i pigri a risvegliarsi “immaginate di essere nel paese che vorreste e dove però, realizzare il vostro sogno, sarà più difficile. Dovrete superare pregiudizi e tollerare di veder raccontata la vostra storia nella maniera sbagliata. Mi sono candidato ad Infomigranti perché Piuculture racconta tutto questo in modo diverso, ascoltando”.

Per riuscire a pagare gli studi ai suoi figli Maria non ha esitato, arrivata in Svizzera dal Perù, ad attraversare a piedi, senza la sua famiglia, la frontiera per raggiungere l’Italia. “Non conoscevo l’italiano e questo era un grosso ostacolo così decisi di studiare prima e dopo il lavoro. Mi sono battuta per ottenere il permesso di soggiorno, era importante come la mia stessa vita, non volevo vivere nel buio. L’ho ottenuto solo quattro anni dopo. In Italia ho portato mio marito, e poi insieme i nostri figli, offrendo loro migliori condizioni di vita.

“Perché sei venuta in Italia?” Mentre risponde a quella domanda, ripetuta infinite volte, capisce che la destinazione del suo viaggio non è il luogo stesso, ma il diritto di “vivere meglio”.

“Per me è stato il primo incontro con un gruppo multiculturale, con persone tanto diverse, ma anche tanto simili per le passioni e le motivazioni comuni. Alla fine della lezione ho capito quanto sia importante avere le menti aperte ed i cuori sinceri nel secolo del fenomeno migratorio, per poter affrontare tutti insieme il problema dell’adattamento dei connazionali migranti”.

Leggi la cartella stampa Infomigranti

Redazione
Informazioni su

"Narrate, uomini, la vostra storia!" (A. Savinio).

Pubblicato in Migrador Attualità

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